FRANCO PIPPO (Roma, 2.9.1940)

(attore, regista, sceneggiatore, musicista)


Leggetelo da sinistra a destra ed avrete il suo vero nome. E’ probabilmente l’attore che ha preso più botte in testa nella storia del cinema italiano (in concorrenza con Lino Banfi): tra uno stato d’incoscienza e l’altro ha avuto anche il tempo di interessarsi di esoterismo e scrivere un libro sull’evoluzione interiore dell’individuo, Pensieri per vivere (sperando che non l’abbia scritto con l’emicrania). Benché sia stato lancianto da Garinei e Giovannini (Viola, violino e viola d’amore), il suo nome è indissolubilmente legato dal 1969 a quello del Bagaglino e di Castellacci e Pingitore che, approfittando del suo fisico da sfigato (bocca larga, naso spropositato), l’hanno strizzato in ogni modo: ne hanno fatto un Nerone ducesco, un prete ciociaro in rivolta contro l’ortodossia cattolica, uno sceneggiatore coinvolto nel cinema porno, l’hanno fatto dormire davanti a un cesso ed abitare in un cassonetto dell’immondizia, in un delirio sadoscatologico. Non è qui la bravura di Franco (e neppure nei culti di Quel gran pezzo dell’Ubalda e Giovannona Coscialunga), non è nel vociare goliardico e scomposto da televisione berlusconiana, ma nella concentrazione espressiva, nell’intuizione buffa lanciata sottovoce o nella caratterizzazione mimica prepotentemente comica: ecco allora il burino di campagna di Nell’anno del Signore, il coreografo omosessuale di Basta guardarla, l’efficiente impiegato delle pompe funebri (pugliese) di Avanti!, il “greve” decapitato in Rugantino e, soprattutto, la guida africana che parla agli animali e viene mangiato da un coccodrillo ne La via dei babbuini e il prete pavido, scroccone e goloso che s’avventura sbalordito in un amore omosessuale in Arrivano i bersaglieri. Non bisogna dimenticare che Pippo Franco è stato cantante di cabaret ed alcuni suoi titoli sono una delizia per cultori del trash (imperdibile il Chi chi chi co co co cantato in Due strani papà) e che è autore totale del film La gatta da pelare: un ibrido di autoironia e narcisismo (lui è un vignettista coinvolto in un bislacco giallo psicanalitico), accademia e goliardia, che inizia come un film con Danny Kaye ma poi perde il bandolo narrativo come un film di Pingitore.


FILMOGRAFIA (attore)
1960 Appuntamento a Ischia
1969 Nell’anno del Signore; Il giovane normale
1970 Basta guardarla; Il debito coniugale
1971 Mazzabubù…quante corna stanno quaggiù?
1972 Boccaccio; Avanti! (Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?); Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda
1973 Patroclooo!...E il soldato Camillone grande, grosso e frescone; Rugantino; Giovannona Coscialunga disonorata con onore
1974 La sbandata; La via dei babbuini
1975 Furto di sera bel colpo si spera; Remo e Romolo – Storia di due figli di una lupa
1976 Nerone
1977 L’inquilina del piano di sopra
1978 Scherzi da prete
1979 Tutti a squola; L’imbranato
1980 Ciao marziano; Arrivano i bersaglieri; Il casinista; Il ficcanaso; Zucchero, miele e peperoncino
1981 La gatta da pelare
1982 Ricchi, ricchissimi…praticamente in mutande; Attenti a quei P2
1983 Due strani papà; Sfrattato cerca casa equo canone; Il tifoso, l’arbitro e il calciatore (ep. Il tifoso)
1992 Gole ruggenti
1997 Ladri si nasce (TV)
1998 Ladri si diventa


FILMOGRAFIA (come regista, sceneggiatore e musicista)
1981 La gatta da pelare


FILMOGRAFIA (solo sceneggiatore)
1975 Furto di sera bel colpo si spera
1980 Il ficcanaso

 

 

 (Andrea Pergolari)

 

 

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