di Donato Zoppo

GOBLIN
LA MUSICA, LA PAURA, IL FENOMENO

 

Giovanni Aloisio
Un Mondo A Parte 2005

Il "caso" Goblin. Perchè di un caso si tratta: un gruppo tra i più prolifici dei nostri anni '70; una discografia complessa dalla quale spiccano capolavori (il celebre "Profondo rosso") e dischi mediocri (il controverso "Volo"); la collaborazione con Dario Argento e altri registi, che ha contribuito a rendere i Goblin popolari in tutto il mondo ma dipendenti dal sistema delle colonne sonore. Giovanni Aloisio - attivo giornalista e scrittore barese - coglie tutti gli aspetti del fenomeno Goblin, pubblicando il suo libro in un momento particolare: grande attività da parte di Simonetti e dei suoi Daemonia da un lato, i Goblin al lavoro per un nuovo disco dall'altro.

Ma cosa rendeva i Goblin così unici e particolari? Al di là della loro opera di supporto musicale ad un sistema visivo-cinematografico, i Goblin hanno saputo sviluppare in una succinta discografia "autonoma" (limitata a "Roller", il "Bagarozzo Mark" e "Volo") un sound ricco di sfaccettature, che pescava dalle novità del rock internazionale (prog inglese, jazz rock, funky, la nascente disco-music) amalgamando tutto con forti dosi di personalità. Una personalità che emergeva prevalentemente dal talento strumentale dei singoli: difficile non riconoscere il drumming di Agostino Marangolo, l'inconfondibile basso di Fabio Pignatelli o il chitarrismo marcatamente rock di Massimo Morante. Aloisio analizza accuratamente questi aspetti ma approfondisce con maggior acume il rapporto con la filmografia, il vero punto focale della storia Goblin.

Da "Profondo rosso" in poi, passando per grandi film come "Suspiria" e "Zombi" di Romero, la produzione dei Goblin si fa vertiginosa, probabilmente si tratta del gruppo italiano che ha passato il maggior numero di ore in studio. E' vero che la produzione autonoma ha prodotto dischi interessanti ma la grande abilità dei Goblin si è rivelata nel loro saper adattare la musica alle immagini, lavorando in perfetta simbiosi soprattutto con Dario Argento, il quale a sua volta era in grado di assorbire e canalizzare il meglio dei talentuosi musicisti romani.

L'autore compie anche un'altra lodevole analisi: entrando nella selva di episodi, aneddoti e curiosità, ricostruisce l'intricata storia dei Goblin, dalle origini degli Oliver fino alle novità di studio di questo 2005. Tutto è accompagnato dalle dichiarazioni dei membri storici dei Goblin, intervistati e stimolati al ricordo e alla valutazione anche critica. "Goblin" è un libro interessante, un'ottima introduzione ad un "caso" apparentemente limitato al mondo del cinema ma che invece - come i "casi" degli Area, del Canzoniere Del Lazio o delle Orme - è figlio della storia dei nostri anni '70.