MASETTI Guido
Verona, 22.11.1907 - Roma, 27.11.1993
Portiere – allenatore
Esordio: 28.9.1930 – Modena – Roma 1-1
Esord. in panchina: 13.5.1951 – Roma – Sampdoria 5-0


Stagione             Serie       Pres.      Reti

1930-31               A          32
1931-32               A          33
1932-33               A          34
1933-34               A          34
1934-35               A          29
1935-36               A          30
1936-37               A          21
1937-38               A          21
1938-39               A          24
1939-40               A          24
1940-41               A          15
1941-42               A          29
1942-43               A          13

Totale                             339
 

come allenatore: 

Stagione             Serie       Pres.      V.    P.    S.

1950 - 51        A             5          3     1     1

1956– 57        A             5          1     0    4        

Semplice. Sguardo grifagno e naso aquilino, Guido Masetti è stato il numero uno dei portieri romanisti. Er saracinesca. Armato di ginocchiere e calzoncini imbottiti (il Testaccio era duro…) trascinò la Roma al suo primo scudetto. Ecco un suo identikit… pindarico, dopo un “Juve – Roma”: “Masetti con cento braccia come Briareo e cento occhi come Argo ha saputo arrestare tutto.”. Dopo un “Venezia – Roma 0-1”, determinante per la vittoria del primo scudetto, fece imbestialire Valentino Mazzola. Parò di tutto, anche un rigore ad Alberti. “Non ho mai visto nulla di simile!” commentò l’asso torinista. “Guidone” il capitano, che in quegli anni guadagnava 2.500 lire al mese. Pensare che al debutto fece una papera clamorosa, causando il vantaggio della squadra avversaria. Resterà sempre nella famiglia giallorossa, per la quale alleverà generazioni di lupetti. Malgrado la classe, il veronese giocherà pochissimo in nazionale, solo due partite. Comunque Pozzo, il cittì, se lo portava appresso, perché Guido era un simpaticone che teneva unito lo spogliatoio. Un mattacchione assoluto, cantava e ballava, una volta, durante la festa dell’ambasciatore turco, si vestì da odalisca e improvvisò una danza del ventre. A Ostia, prima di una trasferta, diresse un’orchestra in mezzo alla strada. In azzurro esordì con il blocco giallorosso: Masetti, Monzeglio, Allemandi. Il 18 febbraio 1943, ancora con lo scudetto sul petto, annunciò il suo ritiro, per poi divenire giocatore allenatore del Gubbio in serie C. Ma tornerà per allenare i suoi vecchi compagni e portarli alla vittoria del Campionato Romano, della Coppa Città di Roma., del Campionato Laziale… Due grandi stagioni durante la guerra. Poi di nuovo sulla panchina giallorossa nel 1951, nel tentativo disperato di salvare la squadra dalla serie B. Gestì per anni un avviatissimo bar in Largo Argentina. Negli anni sessanta allenò la sua cara Roma, in circostanze di emergenza. Un’icona. L’allenatore Burgess, al suo primo provino, ebbe a dire che portieri come lui ce n’erano mille. Aveva cominciato a giocare come centrocampista, ma sudava troppo e la mamma non voleva. “C’è Masetti ch’è primo portiere…” inneggiava la canzone di Campo Testaccio. Diciannove presenze in Coppa Italia; sette partite in Coppa d’Europa Centrale.

 

 (Alberto Pallotta e Angelo Olivieri)

 

 

"MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi"

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