GUAITA Enrique Lucas Gonzales
Lucas (Argentina), 11.7.1910 - ………., 18.5.1959
Centravanti
Esordio: 10.9.1933 – Brescia – Roma 1-0.

 

Stagione           Serie       Pres.       Reti

1933-34             A            32          15
1934-35             A            29          28

Totale                              61          43

Sbarcò dalla Duilio con altri due acquisti giallorossi, Scopelli e Stagnaro. Del trio era il più noto, perché aveva sostituito il grande Orsi nella nazionale argentina. In patria militava nell’”Estudiantes” insieme a Scopelli, con il quale formò una fantastica coppia anche a Roma. Guaita spopolò nella capitale, dove fu chiamato il “Corsaro nero”, un po’ per le sue doti di predatore, un po’ perché la Roma in quegli anni giocava con la maglia nera. Da “oriundo” fece parte della nazionale che conquistò la coppa del mondo nel 1934. Grande goleador, detiene ancora il record di marcature per tornei a sedici squadre: 28 gol (in 29 partite) nella stagione 1934-35. L’anno dopo, scoppiata la guerra di Etiopia, temendo di essere richiamato alla armi (aveva origini italiane) riprese lesto la Duilio per Buenos Aires, con gli inseparabili moschettieri Scopelli e Stagnaro e con un congruo anticipo sul rinnovo del contratto. I tifosi ci rimasero malissimo, la Roma era in odore di scudetto, la stampa fascista li bollò come “spregevoli disertori”. Giocò ancora per tre stagioni nel suo paese, con il Racing. Poi di lui si sa che diresse, anni dopo, un penitenziario. Rimasto nel cuore del popolo romanista come uno dei suoi migliori centravanti di sempre, del resto la media di 0,965 gol a partita non poteva che mettere d’accordo anche i più scettici, era conosciuto in patria anche come “El Indio”, ma soprattutto come il “gentleman”, dopo aver dichiarato a un arbitro, durante una partita tra “Estudiantes” e “San Lorenzo de Almagro”, del ’33, di aver messo in rete un pallone con la mano. Nell’immaginario dell’epoca suonò come un gesto eclatante, per bellezza e sportività, ma tutto sommato, Enrique aveva già realizzato una marcatura e poi fu quasi costretto a confessare. Storie d’altri tempi? Può darsi… Gli argentini ce l’hanno per vizio l’uso della mano in prossimità della porta avversaria, e se segnano attribuiscono il merito al Padreterno. All’epoca guadagnava la bellezza di diecimila lire al mese. Protagonista delle vignette del “Tifone”. In una di queste, prima della fuga, in un autobus affollato, un amico gli chiede:”In questi autobus si soffoca…”, “Oh, qui è delizioso, in area di rigore si sta molto peggio!” risponde Guaita. E poi, dopo la fuga: “la nave adatta per il Corsaro Nero: la galera.”. Due presenze in Coppa d’Europa Centrale. È deceduto in seguito a una grave malattia.

 

 (Alberto Pallotta e Angelo Olivieri)

 

 

"MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi"

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