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GUAITA Enrique Lucas Gonzales Stagione Serie Pres. Reti
Sbarcò dalla Duilio con altri due acquisti
giallorossi, Scopelli e Stagnaro. Del trio era il più noto, perché aveva
sostituito il grande Orsi nella nazionale argentina. In patria militava
nell’”Estudiantes” insieme a Scopelli, con il quale formò una fantastica
coppia anche a Roma. Guaita spopolò nella capitale, dove fu chiamato il
“Corsaro nero”, un po’ per le sue doti di predatore, un po’ perché la Roma
in quegli anni giocava con la maglia nera. Da “oriundo” fece parte della
nazionale che conquistò la coppa del mondo nel 1934. Grande goleador,
detiene ancora il record di marcature per tornei a sedici squadre: 28 gol
(in 29 partite) nella stagione 1934-35. L’anno dopo, scoppiata la guerra di
Etiopia, temendo di essere richiamato alla armi (aveva origini italiane)
riprese lesto la Duilio per Buenos Aires, con gli inseparabili moschettieri
Scopelli e Stagnaro e con un congruo anticipo sul rinnovo del contratto. I
tifosi ci rimasero malissimo, la Roma era in odore di scudetto, la stampa
fascista li bollò come “spregevoli disertori”. Giocò ancora per tre stagioni
nel suo paese, con il Racing. Poi di lui si sa che diresse, anni dopo, un
penitenziario. Rimasto nel cuore del popolo romanista come uno dei suoi
migliori centravanti di sempre, del resto la media di 0,965 gol a partita
non poteva che mettere d’accordo anche i più scettici, era conosciuto in
patria anche come “El Indio”, ma soprattutto come il “gentleman”, dopo aver
dichiarato a un arbitro, durante una partita tra “Estudiantes” e “San
Lorenzo de Almagro”, del ’33, di aver messo in rete un pallone con la mano.
Nell’immaginario dell’epoca suonò come un gesto eclatante, per bellezza e
sportività, ma tutto sommato, Enrique aveva già realizzato una marcatura e
poi fu quasi costretto a confessare. Storie d’altri tempi? Può darsi… Gli
argentini ce l’hanno per vizio l’uso della mano in prossimità della porta
avversaria, e se segnano attribuiscono il merito al Padreterno. All’epoca
guadagnava la bellezza di diecimila lire al mese. Protagonista delle
vignette del “Tifone”. In una di queste, prima della fuga, in un autobus
affollato, un amico gli chiede:”In questi autobus si soffoca…”, “Oh, qui è
delizioso, in area di rigore si sta molto peggio!” risponde Guaita. E poi,
dopo la fuga: “la nave adatta per il Corsaro Nero: la galera.”. Due presenze
in Coppa d’Europa Centrale. È deceduto in seguito a una grave malattia. (Alberto Pallotta e Angelo Olivieri) |
"MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi"