TACCOLA Giuliano
Uliveto Terme (Pi), 28.6.1943 – Cagliari, 16.3.1969
m. 1,79 – kg.76
Attaccante
Esordio: 24.9.1967 – Inter – Roma 1-1.

Stagione             Serie       Pres.      Reti

1967 - 68             A            29        10
1968– 69             A            12          7

Totale                                41        17

Dal “Tifone”:”Taccola è un ragazzo tranquillo, un professionista serio, uno che evita accuratamente la pubblicità gratuita. In breve è l’antidivo per eccellenza e se non è titolo di merito questo, ditemi voi che cos’è”. Centravanti di grande avvenire, rapido (correva i centro metri in undici netti) e con uno spiccato fiuto per il gol. Morì prematuramente, ragazzo sfortunato, alla tenera di età di venticinque anni (tre mesi più in là ne avrebbe compiuti ventisei). “Il Corriere dello Sport” lo presentò come:”uno che entra in area e tira, pur non essendo un campione…”. Fu preso in comproprietà dal Genoa e riscattato quasi subito, per la cifra di novanta milioni di lire. I tifosi si innamorarono di lui quasi subito, portandolo spesso in trionfo intorno alla stazione Termini. al ritorno da questa o quell’altra trasferta vincente. Prima di vestire la casacca giallorossa aveva girovagato per la Liguria fino al momento di venire notato da Fulvio Bernardini. Nell’inverno del 1969 iniziò ad esser preda di febbri intermittenti, un brutto momento, nonostante Helenio Herrera lo reputasse in perfetta forma e ritenesse che i medici non capivano nulla (loro continuava a chiedere analisi continue). Venne operato di tonsille, ma invano. Il disturbo del povero Giuliano era però un altro, un antico vizio cardiaco che il prof. Visalli riuscì a identificare. Ma il mago non ne volle sapere e lo tacciò di incompetenza. Taccola doveva giocare. Fino al momento in cui, senza dettagliare la vicenda, la tregedia si concluse. Un vero peccato. Il bravo poeta Sereni scrisse alcuni versi per un amico calciatore scomparso tragicamente come il povero Giuliano. Ci sembrava giusto, come omaggio, a un atleta che non c’è più, citarli:”E tu leggera e rapida sui prati/ ombra che si dilunga nel tramonto tenace./ Si torce, fiamma a lungo sul finire un incolore giorno./ E come sfuma chimerica ormai la tua corsa grandeggia in me/ amaro nella scia”.

 

 (Alberto Pallotta e Angelo Olivieri)

 

 

"MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi"

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