LOSI Giacomo
Soncino (Cr), 10.9.1935
m. 1,68 – kg.72
Libero
Esordio: 20.3.1955 – Roma – Inter 3-0.

 

Stagione             Serie       Pres.      Reti

1954-55               A           8
1955-56               A         30
1956-57               A         30
1957-58               A           9
1958-59               A         18
1959-60               A         34
1960-61               A         32          1
1961-62               A         34
1962-63               A         33
1963-64               A         29
1964-65               A         34
1965-66               A         30
1966-67               A         30         1
1967-68               A         27
1968-69               A           8

Totale                           386         2
 

Il calciatore con il maggior numero di presenze in maglia giallorossa. Il “Tamburino”, ma meglio conosciuto come “Core de Roma”. Una bandiera! Cresciuto nella Soncinese, fu ceduto alla Cremonese per mezzo milione di lire. Verso la fine del 1954, il talent scout Carlo Montanari lo segnalò al Bologna, insieme al centrocampista Noli. La società rossoblù acquistò solo quest’ultimo, il dirigente che s’incontrò con Montanari, esclamò:”Il nano te lo prendi tu, io mi prendo Noli perché diventerà nazionale in eterno.”. E Giacomino finì alla Roma, ch’era interessata anch’essa all’acquisto dei due giovani. Fu Giorgio Carpi a convincerlo. Quattro milioni il costo del suo cartellino. Esordì in serie A al posto di Eliani. Un gladiatore, ma anche un “capitano coraggioso”, con i suoi interventi acrobatici, provvidenziali, senza alcuna paura. Su di lui Antonio Ghirelli:”Raccontare Giacomo Losi, significa delineare il ritratto di un campione e di un cittadino esemplare, di un modello da additare non soltanto a tutti i calciatori professionisti ma anche soprattutto agli sportivi, ai dilettanti, ai giovani.”. Con la sua grande correttezza in campo e fuori. Un celebre quotidiano sportivo, nel ’68, scrisse ch’era “uno specialista nell’allestimento dei presepi, avendo appreso l’arte dal padre che nella natia Soncino si guadagnava da vivere appunto preparando le figurine del caratteristico presepe. È richiestissimo, Giacomino, dai compagni nelle feste natalizie”. Di lui rimase storico un gol di testa, su calcio d’angolo (battuto da Lojacono), realizzato in condizioni fisiche precarie, dovute a un fastidioso stiramento inguinale. Pioveva, il campo un pantano, la Roma aveva già perso Guarnacci, ed era stata costretta a rimontare il vantaggio per “2-1” della Sampdoria. Era l’otto gennaio 1961. Quel giorno gli fu affibbiato il soprannome di “Core de Roma”. Per lui una vignetta del celebre “Tifone”. Un tale dice a un amico:”Perché Losi va in giro con la guardia del corpo?”. L’altro:”Pare che il professor Barnard abbia ordinato ai suoi assistenti di portargli a ogni costo ‘er core de Roma’”. (Barnard, a quel tempo, era un celebre pioniere dei trapianti cardiaci). Finì bruscamente la carriera a 33 anni (un’età che notoriamente non porta certo bene), ignorato da Helenio Herrera che non lo schierò neanche nel torneo delle riserve, il Campionato De Martino. Ventotto partite in Coppa Italia, Trentasei in Coppa U.E.F.A.. “Lo spietato e freddo capitan Losi!” (“Il Messaggero”). Altro pseudonimo: “omino” (“Il Calcio illustrato”) o più semplicemente “Mino”. Ha collezionato undici apparizioni con la maglia azzurra della nazionale maggiore. Lo si ricorda anche come allenatore del Banco di Roma. A lui Cesare Lanza ha dedicato una biografia dal titolo “Una vita per la Roma”. Ventotto partite in Coppa Italia; Trentasei in Coppa U.E.F.A..

 

 (Alberto Pallotta e Angelo Olivieri)

 

 

"MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi"

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