![]() |
![]()
LOSI Giacomo Stagione Serie Pres. Reti
Il calciatore con il maggior numero di
presenze in maglia giallorossa. Il “Tamburino”, ma meglio conosciuto come
“Core de Roma”. Una bandiera! Cresciuto nella Soncinese, fu ceduto alla
Cremonese per mezzo milione di lire. Verso la fine del 1954, il talent scout
Carlo Montanari lo segnalò al Bologna, insieme al centrocampista Noli. La
società rossoblù acquistò solo quest’ultimo, il dirigente che s’incontrò con
Montanari, esclamò:”Il nano te lo prendi tu, io mi prendo Noli perché
diventerà nazionale in eterno.”. E Giacomino finì alla Roma, ch’era
interessata anch’essa all’acquisto dei due giovani. Fu Giorgio Carpi a
convincerlo. Quattro milioni il costo del suo cartellino. Esordì in serie A
al posto di Eliani. Un gladiatore, ma anche un “capitano coraggioso”, con i
suoi interventi acrobatici, provvidenziali, senza alcuna paura. Su di lui
Antonio Ghirelli:”Raccontare Giacomo Losi, significa delineare il ritratto
di un campione e di un cittadino esemplare, di un modello da additare non
soltanto a tutti i calciatori professionisti ma anche soprattutto agli
sportivi, ai dilettanti, ai giovani.”. Con la sua grande correttezza in
campo e fuori. Un celebre quotidiano sportivo, nel ’68, scrisse ch’era “uno
specialista nell’allestimento dei presepi, avendo appreso l’arte dal padre
che nella natia Soncino si guadagnava da vivere appunto preparando le
figurine del caratteristico presepe. È richiestissimo, Giacomino, dai
compagni nelle feste natalizie”. Di lui rimase storico un gol di testa, su
calcio d’angolo (battuto da Lojacono), realizzato in condizioni fisiche
precarie, dovute a un fastidioso stiramento inguinale. Pioveva, il campo un
pantano, la Roma aveva già perso Guarnacci, ed era stata costretta a
rimontare il vantaggio per “2-1” della Sampdoria. Era l’otto gennaio 1961.
Quel giorno gli fu affibbiato il soprannome di “Core de Roma”. Per lui una
vignetta del celebre “Tifone”. Un tale dice a un amico:”Perché Losi va in
giro con la guardia del corpo?”. L’altro:”Pare che il professor Barnard
abbia ordinato ai suoi assistenti di portargli a ogni costo ‘er core de
Roma’”. (Barnard, a quel tempo, era un celebre pioniere dei trapianti
cardiaci). Finì bruscamente la carriera a 33 anni (un’età che notoriamente
non porta certo bene), ignorato da Helenio Herrera che non lo schierò
neanche nel torneo delle riserve, il Campionato De Martino. Ventotto partite
in Coppa Italia, Trentasei in Coppa U.E.F.A.. “Lo spietato e freddo capitan
Losi!” (“Il Messaggero”). Altro pseudonimo: “omino” (“Il Calcio illustrato”)
o più semplicemente “Mino”. Ha collezionato undici apparizioni con la maglia
azzurra della nazionale maggiore. Lo si ricorda anche come allenatore del
Banco di Roma. A lui Cesare Lanza ha dedicato una biografia dal titolo “Una
vita per la Roma”. Ventotto partite in Coppa Italia; Trentasei in Coppa
U.E.F.A.. (Alberto Pallotta e Angelo Olivieri) |
"MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi"