

| AIUTO. E SE FOSSE BRAVO? STORIA DI LUCIO FULCI |
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| Lo spirito anarchico e il talento di un artigiano del cinema |
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Da un indiscusso maestro del cinema a uno invece discussissimo. In un
recente articolo sul magazine del
Corriere, Tullio Kezich irrideva lo snobismo di quei critici che
hanno deciso di dedicare a Lucio Fulci una retrospettiva alla prossima
Mostra di Venezia.
Che penserà ora del vero e proprio monumento librario che, per la gioia dei cinefili di nicchia, Paolo Albiero e Giacomo Cacciatore hanno eretto al regista definito da Kezich «il milite ignoto del cinema italiano», dai francesi «il poeta del macabro», dagli americani «il padrino del gore» e dai curatori di questo fluviale volume «il terrorista dei generi»? Frutto di sette anni di faticoso lavoro di ricerca, il libro analizza con rigore e passione la nutrita filmografia (54 opere) del controverso artigiano del cinema popolare, passato dai film con Totò ai musicarelli degli anni Sessanta, dalle farse con Franchi e Ingrassia al western, dal dramma storico alle commedie erotiche con Lando Buzzanca, dalla scoperta dell’Adriano Celentano attore al thriller splatter. Lo spirito anarchico e il talento eclettico di Fulci risaltano nel racconto biografico del personaggio (colto e sprezzante, polemico nei confronti dei critici e amareggiato dalle loro stroncature, brusco e sensibile) e nell’attenta disamina delle sue visionarie pellicole. Il tema del doppio, l’ossessione del peccato, il destino di ogni diversità, la messinscena della morte, il gusto dell’eccesso sono i motivi conduttori di una carriera che attraversa quarant’anni di cinema italiano. Alfiere della rivalutazione di Fulci, proprio il vicino di colonna di Kezich sul magazine del Corriere: il critico Claudio Carabba. Per primo lo sdoganò in un articolo sull’Europeo dal titolo profetico: Aiuto! E se fosse bravo?. > Paolo Albiero e Giacomo Cacciatore, Il terrorista dei generi, unmondoaparte, Roma pp.400, €32,00 |