ROCCA Francesco
San Vito Romano (Rm), 2.8.1954
m. 1,79 – kg.72
Terzino
Esordio: 25.3.1973 – Milan – Roma 3-1.


 

Stagione             Serie       Pres.      Reti

1972-73               A          3
1973-74               A        30
1974-75               A        29
1975-76               A        29
1976-77               A          7
1977-78               A
1978-79               A        17
1979-80               A        20
1980-81               A          6

Totale                           141

Figlio di un idraulico e di una casalinga, grande volontà e spirito di sacrificio, Rocca crebbe calcisticamente nella squadretta parrocchiale di San Vito Romano, come mezzala e ala tornante. Fu tesserato poi dal Gennazzano e poco tempo più tardi dal Bettini Quadraro. Un ragazzo tutto muscoli e polmoni, che piaceva molto alla Juventus, ma che la Roma riuscì ad avere anche per l’insistenza di Helenio Herrera. Aveva solo sedici anni e per seguire gli insegnamenti del “Mago”, fu costretto a diplomarsi da perito meccanico seguendo corsi serali (In seguito ha anche conseguito un diploma di laurea I.S.E.F.). Debuttò nel torneo anglo-italiano con Tessari, giocò qualche partita con Trebiciani e Scopigno, e si affermò con il caro “Liddas”. Il grande “Kawasaki”, terzino in grado di difendere e di attaccare (una vera e propria punta aggiunta) con uguale bravura. Bernardini e Bearzot se ne accorsero subito. Un tipo così non poteva non essere una colonna portante della nazionale. Ma i sogni si esauriscono all’alba, tutto al più, se si è dormiglioni, a mattinata inoltrata… Dopo vari problemi fisici, subì un ulteriore infortunio qualche giorno prima di un match con il Lussemburgo, sua ultima presenza in nazionale, e cominciò un calvario che non gli dette tregua. La prima grossa avvisaglia qualche giorno dopo, in allenamento, stramazzò al suolo, menisco e legamenti cedettero. In tempi di calcio totale, un vero “olandese”! E oltretutto con lo spirito e il cuore di un “Testaccino”! Tornò in campo più volte, ma poi fu costretto a gettare la spugna. Il suo addio al calcio avvenne durante una “Roma – Internacional di Porto Alegre”, solo 19 minuti di gioco. Ricordiamo i suoi innumerevoli giri di campo con le lacrime agli occhi,… e anche qualche cretino, spazientito, esclamare frasi come:”Va beh, a Kawasaki, amo capito, mo’ facce pijà er Borghetti!…”. Oggi è allenatore della nazionale Under 20, dopo essere stao responsabile del settore Nagc e commissario tecnico della nazionale olimpica.. Ha collezionato 18 presenze e 1 rete in maglia azzurra. Un garibaldino, un Ferraris IV degli anni settanta! Ventidue presenze e due reti in Coppa Italia; una presenza in Coppa delle Coppe; sei in Coppa U.E.F.A..

 

 (Alberto Pallotta e Angelo Olivieri)

 

 

"MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi"

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