FELLINI FEDERICO

(Rimini [FO], 20.1.1920 – Roma, 31.10.1993)

(regista, sceneggiatore)

Non l’abbiamo inserito in questo dizionario per fare effetto. E’ che ogni tanto bisogna ricordare che Fellini sarà anche un autore riconosciuto nel mondo (e un libro come Commedia all’italiana: parlano i protagonisti ce lo ricorda per 46 volte!), ma è anche uno dei fondatori della commedia all’italiana, cui deve molto. Infatti fu accolto da Steno nella redazione del Marc’Aurelio, dove si mise in luce come vignettista fantasioso e mordace, e da lì esordì al cinema con la solita trafila degli umoristi: gagman (non accreditato) per Macario e poi sceneggiatore di alcuni film di Fabrizi (Campo de’ fiori, L’ultima carrozzella) che sono i primi esempi di commedie all’italiana. E commedie in senso stretto sono Luci del varietà (che s’imparenta con Vita da cani, Basta guardarla, Polvere di stelle), il cinico Lo sceicco bianco, l’ironico e affettuoso I vitelloni, cui le commedie generazionali successive (fino a Salvatores) devono tutto. In questi film emerge una visione del mondo personale: l’irriducibilità dei protagonisti ad un mondo che non capiscono e che via via si fa sempre più cadente, laido, funebre, incomprensibile (fino al capolinea di senso che è La voce della luna), l’ossessione per un’ideale femminino roboante, l’autobiografismo incantato e incantatore, il rifugio disorientato in una realtà onirica scintillante e megalomane che si fa sempre più vischiosa sino ad avvolgere ed aspirare la personalità dei protagonisti. Tuttavia il modo di rappresentare tipi, figure, schizzi è quello ironico caricaturale sarcastico beffardo goliardico misogino della nostra commedia (anche ne La dolce vita, anche in Otto e mezzo). Infatti ritornano attori, caratteristi, clown, maschere buffe e improbabili che hanno fatto non solo la storia del cinema comico, ma dell’avanspettacolo e, più su, del circo: Sordi, Fabrizi, Peppino De Filippo, Ciccio Ingrassia, Vitali, Fanfulla, Polidor, Antonelli, Reder, Manni. Le tentazioni del dottor Antonio, Amarcord (capostipite oscuro della commedia bassa degli anni ’70), La città delle donne (con l’indimenticabile Katzone), La voce della luna sono commedie: amplificate, deformate, manipolate, ma sempre commedie. E I clowns è l’omaggio doveroso e affettuoso verso il suo mondo.  

FILMOGRAFIA (regia)

1950 Luci del varietà (in coll. A. Lattuada)

1951 Lo sceicco bianco

1953 I vitelloni; Amore in città (ep. Agenzia matrimoniale)

1954 La strada

1955 Il bidone

1957 Le notti di Cabiria

1960 La dolce vita

1962 Bocaccio ’70 (ep. Le tentazioni del dottor Antonio)

1963 Otto e mezzo

1965 Giulietta degli spiriti

1967 Tre passi nel delirio (ep. Toby Dammit)

1969 Fellini Satyricon; Block-notes di un regista

1970 I clowns

1972 Roma

1973 Amarcord

1976 Il Casanova di Federico Fellini

1979 Prova d’orchestra

1980 La città delle donne

1983 E la nave va

1985 Ginger e Fred

1987 L’intervista

1989 La voce della luna

FILMOGRAFIA (solo sceneggiatore)

1939 Imputato, alzatevi!; Lo vedi come sei?!...Lo vedi come sei?!

1940 Il pirata sono io!

1943 Campo de’ fiori; L’ultima carrozzella; Chi l’ha visto?; Quarta pagina; Tutta la città canta

1951 Cameriera bella presenza offresi…

 

  (Andrea Pergolari)

 

 

Ti è piaciuta questa scheda? Acquista on line il "Dizionario dei protagonisti del cinema comico e della commedia italiana"!!! e comunque, consulta le altre schede!!!


  torna all'home page