RISI DINO (Milano, 23.12.1916)

(regista)

Laureato in medicina, è fratello del poeta e regista Nelo e padre dei registi Claudio e Marco. Con Monicelli, è generalmente considerato il padre della commedia all’italiana, istintivamente dotato di un temperamento scettico (e talvolta cinico) che lo ha fatto immediatamente paragonare a Billy Wilder. Negli anni ’50 fu l’esponente di spicco del neorealismo rosa, quando, dopo una serie di commediole di maniera, legatosi agli sceneggiatori Festa Campanile e Franciosa, realizzò una serie di arguti quadri di vita urbana, osservando ironicamente il comportamento della gioventù italiana a contatto con l’amore, il sesso ed il lavoro (la serie dei Poveri ma belli), mentre un film come Il segno di Venere è già più amaro del consueto. L’opera-cerniera verso la commedia all’italiana è però Il vedovo, in cui il rapporto con l’attore comico (Sordi) si distende in un’esplosiva satira nera della borghesia italiana alle prese con il boom economico. Risi ha finalmente messo a punto la mirabile sintesi stilistica che pervaderà le opere migliori -  sarà un maestro dell’episodio fulminante (I mostri, Vedo nudo, Sessomatto) – e,  modellata su vari ritmi narrativi, produrrà capolavori come Una vita difficile, Il sorpasso, La marcia su Roma, I mostri, capitoli fondamentali della commedia italiana, validi come controstoria nazionale. Paradossalmente, i film della seconda metà degli anni ’60, le commedie all’italiana vere e proprie, critiche verso la nascente società del benessere, ma ideologicamente posticce e attestate su moduli stanchi e convenzionali dietro l’apparente anticonformismo, sono meno interessanti dei film degli anni ’70, quando, nel momento di maggiore crisi del genere, accentuando l’amarezza temperamentale, ha saputo restituire sarcasticamente il clima plumbeo di quegli anni (In nome del popolo italiano, Mordi e fuggi, Profumo di donna, La stanza del vescovo, Primo amore). Tecnicamente preparatissimo (ha un infallibile orecchio musicale), esemplarmente sfrontato, abile a confezionare prodotti puramente commerciali (Straziami ma di baci saziami, Telefoni bianchi, Il commissario Lo Gatto sono divertentissimi), ha però progressivamente perso la sua carica satirica, come se la presa narrativa e la capacità di osservazione si fossero indeboliti, anche se film come Scemo di guerra e Tolgo il disturbo conservano una cattiveria irredimibile.

FILMOGRAFIA (regia)

1952 Vacanze col gangster

1953 Viale della speranza; Amore in città (ep. Paradiso per quattro ore)

1955 Il segno di Venere; Pane, amore e…

1956 Poveri ma belli

1957 La nonna Sabella; Belle ma povere

1958 Venezia, la luna e tu

1959 Poveri milionari; Il vedovo; Il mattatore

1960 Un amore a Roma

1961 A porte chiuse; Una vita difficile

1962 Il sorpasso; La marcia su Roma

1963 I mostri; Il successo (firmato da Mauro Morassi)

1964 Il giovedì; Il gaucho

1965 Le bambole (ep. La telefonata); I complessi (ep. Una giornata decisiva); L’ombrellone

1966 I nostri mariti (ep. Il marito di Attilia); Operazione San Gennaro

1967 Il tigre

1968 Il profeta; Straziami ma di baci saziami

1969 Vedo nudo; Il giovane normale

1970 La moglie del prete

1971 In nome del popolo italiano; Noi donne siamo fatte così

1973 Mordi e fuggi; Sessomatto

1974 Profumo di donna

1976 Telefoni bianchi; Anima persa

1977 La stanza del vescovo; I nuovi mostri

1978 Primo amore

1979 Caro papà

1980 Sono fotogenico; I seduttori della domenica (ep. Roma)

1981 Fantasma d’amore

1982 Sesso e volentieri

1984 Dagobert

1985 Scemo di guerra

1986 Il commissario Lo Gatto

1987 Teresa

1989 Tolgo il disturbo

1995 Esercizi di stile (ep. Myriam)

1996 Giovani e belli

 (Andrea Pergolari)

 

 

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