DA COSTA Dino
Rio de Janeiro (Brasile), 1.8.1931
Centravanti – interno
Esordio: 18.9.1955 – Roma Lanerossi Vicenza 4-1.

Stagione           Serie       Pres.       Reti

1955-56             A            34          13
1956-57             A            33          22
1957-58             A            33          19
1958-59             A            27          15
1959-60             A            17            4
1960-61       Fiorentina
1961-62             A              5            1

Totale                             149          74

“Spaccareti”, con un tiro micidiale, brasileiro di Roma, oriundo dal cuor gentile, detiene il record, insieme a Delvecchio, di gol segnati nei derby, nove in campionato (ma anche quattro in Coppa Italia). Tenebroso centravanti che aveva il portiere Roberto Lovati (Lazio) come sua vittima preferita. Si narra di una stracittadina rimasta celebre. I giallorossi vinsero a tempo scaduto e all’estremo difensore biancoceleste sembrò non importare più di tanto, convinto di aver subito il gol (in mischia) da tutt’altro giocatore. Quando seppe che il suo giustiziere era stato ancora una volta lui… Alla fine, tra di loro nacque una sincera amicizia. Prete mancato, fu distolto dal prendere i voti anche da Don Augusto, seminarista in un collegio sulla via Aurelia, successivamente vescovo di Teresina e dello stato di Piaul. Era troppo più “utile” come calciatore.  Anni dopo il suo arrivo a Roma, un articolo di un noto quotidiano sportivo scrisse che la sua vocazione non era assolutamente scomparsa. Si rivelò un pesce d’aprile, ma l’autore del pezzo, prima di venir smascherato, scrisse anche:”… Così Lovati sarà tranquillo!”. Dino Da Costa era sbarcato in Italia nel 1955, in seguito a una tournée europea della sua squadra, il Botafogo, stella, insieme a Luis Vinicio. Arrivò in giallorosso e promise di battere la Lazio. E così fece, divenendo un autentico beniamino del pubblico. Ma l’approccio iniziale non fu dei più semplici, tra l’altro dovette rifare il militare, visto che aveva antenati italiani. Da oriundo giocò un’unica partita in nazionale maggiore, quella persa con l’Irlanda del Nord, del 15/1/1958, per “2-1”, che ci estromise dai campionati di mondiali di Svezia. Il gol italiano fu segnato proprio da lui. Fu ceduto in prestito alla Fiorentina, poi definitivamente all’Atalanta, da qui alla Juventus, fino a chiudere la carriera in C, all’Ascoli, a trentasette anni, anche se, un ritorno di fiamma, soprattutto come allenatore, ce l’ha avuto poco dopo con il Sacrofano. “Il Corriere dello Sport”, durante i suoi primi anni in giallorosso, lo chiamava semplicemente Dino. Un pezzo di storia della AS Roma. Capocannoniere del campionato nella stagione 1956-57. Dieci partite e cinque gol in Coppa Italia; Quattro presenze e tre reti in Coppa U.E.F.A..

 (Alberto Pallotta e Angelo Olivieri)

 

 

"MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi"

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