ABATANTUONO DIEGO (Milano, 20.5.1955)

(attore, sceneggiatore)

Faceva il tecnico delle luci per i Gatti di Vicolo Miracoli, prima di essere folgorato sulla via del Derby di Milano e divenire cabarettista: perfezionò un personaggio già lanciato da Giorgio Porcaro, quello del “terrunciello” inurbato che parla un dialetto milan-pugliese. Bucava lo schermo: una gran massa di capelli ricci e neri, un paio di baffoni da brigante saraceno, l’atteggiamento prepotente ed una fantasia surreale nella deformazione nominale di persone e oggetti. Quindi era perfetto per il cinema, dove entrò per gradi, esordendo in un poliziesco (Liberi, armati, pericolosi) e svelando progressivamente il suo personaggio: Fantozzi contro tutti (il fornaio Cecco), Fico d’India (dove era un guerriero della notte di provincia che lanciava per la prima volta il grido di: «Viuuulenza!»), Una vacanza bestiale (il direttore della Galeazzi Tour), I carabbinieri (un poliziotto alla Al Pacino di Cruising), Tango della gelosia (il gorilla di Monica Vitti) sono i prodromi dell’esplosione de I fichissimi, sorta di West Side Story milanese (girata a Roma) e dell’apoteosi di Eccezzziunale…veramente, in cui si fa uno e trino per confrontarsi con la passione calcistica. Oltre che con i Vanzina, risultati ragguardevoli raggiunge anche con Castellano & Pipolo, in particolare nell’ilare Attila flagello di Dio, che coinciderà però con uno dei più clamorosi flop del cinema italiano e costringerà l’attore ad un lungo ritiro. Vittima più dell’inflazionamento del personaggio (inaridito talvolta in una faticosa comprensibilità) che del fallimento di un progetto tra i più inventivi nel suo status di parodia casereccia, Abatantuono si rigenerò con Pupi Avati nel furbo Regalo di Natale, che segnò l’inizio di una parabola artistica apprezzata dalla critica ma priva di fantasia. L’attore, nonostante notevoli successi (la trilogia di Salvatores conclusasi con Mediterraneo, Concorrenza sleale) s’è dimostrato incapace di rinnovare una recitazione che, perduta l’evidenza di una maschera fortemente proletaria, ha trasformato l’irriverente protervia in una pericolosa maleducazione borghese (non a caso, novello Gassman, ha viaggiato come nessun’altro attore italiano in commedie vanamente sulle orme di Risi e Polidoro). Così da tentare ultimamente un ritorno alle origini (Tifosi) ormai impossibile.     

FILMOGRAFIA (attore)

1978 Saxofone

1979 Arrivano i gatti

1980 Fantozzi contro tutti; Il pap’occhio; Fico d’India; Una vacanza bestiale; Prestami tua moglie

1981 I carabbinieri; I fichissimi; Il tango della gelosia

1982 Sballato, gasato, completamente fuso; Viuuulentemente mia; Eccezzziunale…veramente; Scusa se è poco (ep. Trenta secondi d’amore); Grand Hotel Excelsior; Attila flagello di Dio; Arrivano i miei

1983 Il ras del quartiere

1986 Regalo di Natale

1987 Ultimo minuto; Strana la vita; Kamikazen – Ultima notte a Milano

1988 I cammelli

1989 Marrakech Express

1990 Turnè; Vacanze di Natale ‘90

1991 Mediterraneo

1992 Nel continente nero; Puerto Escondido

1993 Arriva la bufera; Per amore, solo per amore

1994 Il toro

1995 Camerieri; Viva san Isidro!

1996 Il barbiere di Rio

1997 Camere da letto; Il testimone dello sposo

1998 Figli di Annibale; Matrimoni; Paparazzi

1999 Tifosi

2001 Concorrenza sleale; Mari del Sud

2002 Amnèsia

FILMOGRAFIA (sceneggiatore)

1982 Eccezzziunale…veramente

1983 Il ras del quartiere

1992 Puerto Escondido

1997 In barca a vela contromano

1998 Figli di Annibale

 (Andrea Pergolari)

 

 

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