John Carpenter è un regista che ha dato tanto ed
a cui, per fortuna, è stato anche restitutito molto del
riconoscimento che gli si doveva. Tanto è stato scritto
ma pochi in effetti sono riusciti a scavare veramente
nell'essenza del regista e dell'uomo. Lì dove c'era un
vuoto interviene il grosso volume della Un Mondo a
Parte,
Il Signore del Male - Il Fantastico Realistico
nel cinema di John Carpenter, scritto da
Paolo
Zelati, collaboratore da anni di Nocturno. La
passione di Zelati lo ha spinto spesso ad imprese
decisamente ardite, tanto che chi lo conosce ha in mente
una figura di giramondo che non ha mai avuto remore ad
attraversare l'oceano per intervistare i suoi beniamini,
come appunto Carpenter.
La premessa sul personaggio va a officiare diversi
fattori che determinano il valore di questo volume.
Concretamente il librone(stessa "stazza" del recente
Kill Baby Kill su Bava, sempre della Un Mondo a
parte) contiene diversi saggi in cui Zelati analizza le
8 opere carpentariane il cui sottotesto sociopolitico è
più evidente, ed ha come fiore all'occhiello una serie
di interviste ad alcuni tra gli attori feticcio di
Carpenter, ma soprattutto una lunghissima con lo stesso
John, unione di due incontri avvenuti a distanza di
anni, in cui l'autore riesce a strappare al regista
confidenze ben più significative rispetto a gente con
cui egli è a più stretto contatto. Così arriviamo al
secondo punto per cui in questa sede si evidenzia la
conoscenza della passione dell'autore e la sua voglia di
arrivare quanto più vicino possibile al nocciolo del
lavoro di Carpenter, anche a discapito dei propri punti
di vista (tanto da non nascondere i momenti in cui
l'intervistato dissente dalle teorie
dell'intervistatore). Un'opera che si porta dietro un
lavoro di anni e trasuda sincerità e amore per il
cinema, ma anche dedizione e umiltà che fanno
sicuramente la differenza.
Prefazione di
Valerio Evangelisti e postfazione
di
Daniela Catelli.
Gianluigi Perrone