VANZINA CARLO (Roma, 13.3.1951)

(regista)

Ahi, ahi, ahi. Nodo cruciale del dizionario. Il bersaglio preferito della dottissima critica specializzata che ha scelto il tiro al cinema di Carlo Vanzina e di suo fratello Enrico come nuovo sport cinematografico. Con esiti più esilaranti dei film in questione. C’è chi ammette di non vedere più le loro commedie, chi li stronca senza pietà, chi ad ogni nuova uscita scrive che non sono più quelli di una volta, chi invece li mette al centro di interessanti dibattiti sulla natura ideologica del loro cinema. Qualche voce fuori dal coro: Paolo D’Agostini, Marco Giusti. Insomma, un Vanzina per tutte le (morte) stagioni. Ma che ha fatto per meritarsi questo? Non ha fatto film per la critica, è ovvio. Ha fatto commedie brillanti e disimpegnate, vacanziere per definizione, borghesi per cultura, ciniche per istinto. E’ insomma un degno erede del padre Steno che infatti, all’epoca, veniva criticato fino all’insulto. Come oggi i figli. Poi col tempo s’è scoperto che le sue commedie non sono affatto invecchiate. Come quelle dei figli. Che hanno raccontato il loro mondo senza distorcerlo dietro lenti ideologiche e ce lo hanno riproposto pari pari, con gusto farsesco ed irritante realismo: se Yuppies, Via Montenapoleone, I miei primi quarant’anni sono discutibili lo sono per quello che rappresentano, non per come lo rappresentano. Al contempo, Carlo Vanzina s’è dimostrato direttore d’attori geniale: ha portato al successo i Gatti di Vicolo Miracoli (Una vacanza bestiale) e il personaggio del terrunciello Abatantuono (I fichissimi, Eccezzziunale…veramente), ha orchestrato con ficcante abilità satirica commedie corali (Vacanze in America, Selvaggi), s’è dedicato alla scoperta di nuovi talenti (Amarsi un po’, E adesso sesso). E se talvolta s’è orientato verso la patinatura da rotocalco rosa (i brutti thriller), se è scivolato nel nulla paratelevisivo (ma dove sono i Sordi, i Tognazzi?) e alla fine degli anni ’90 s’è dedicato alla confezione di enormi giocattoloni comici (SPQR, A spasso nel tempo), è anche vero che più volte s’è fermato a riflettere con sorridente nostalgia sul suo mondo giovanile (Sapore di mare, Il cielo in una stanza, gli esiti migliori). Tra citazioni, rimandi e filologismi, La mandrakata è un seguito rispettoso ed esilarante del paterno Febbre da cavallo (seppur privo della spontaneità e della perfetta architettura narrativa del primo) che potrebbe risollevarlo dall’ostilità critica. E’ un professionista serio, sa far ridere con ogni mezzo, conosce i tempi comici a perfezione. Per molti critici è un difetto.

FILMOGRAFIA (regia)

1976 Luna di miele in tre

1979 Figlio delle stelle; Arrivano i gatti

1980 Una vacanza bestiale

1981 I fichissimi

1982 Eccezzziunale…veramente; Viuuulentemente…mia

1983 Sapore di mare; Vacanze di Natale; Il ras del quartiere

1984 Amarsi un po’; Vacanze in America

1986 Yuppies – I giovani di successo; Via Montenapoleone

1987 Montecarlo Gran Casinò; I miei primi quarant’anni

1989 Le finte bionde

1991 Miliardi; Piedipiatti

1992 California Dreaming – Sognando la California

1993 Piccolo grande amore

1994 I mitici; SPQR – 2000 e ½ anni fa

1995 Selvaggi; Io no spik inglish

1996 A spasso nel tempo

1997 Banzai; A spasso nel tempo – L’avventura continua

1999 Il cielo in una stanza; Vacanze di Natale 2000

2000 Quello che le ragazze non dicono

2001 E adesso sesso; South Kensington

2002 Febbre da cavallo - La mandrakata

2003 Il pranzo della domenica

2004 Le barzellette; In questo mondo di ladri

FILMOGRAFIA (solo sceneggiature)

1978 Per vivere meglio, divertitevi con noi

1983 Un ragazzo e una ragazza

1986 Italian Fast Food

1989 Fratelli d’Italia

1995 Vacanze di Natale ‘95

1997 Fratelli coltelli

1998 Simpatici & antipatici

1999 Il cielo in una stanza

2001 E adesso sesso; South Kensington

2002 Febbre da cavallo - La mandrakata

2003 Il pranzo della domenica

2004 Le barzellette; In questo mondo di ladri

 

 

 (Andrea Pergolari)

 

 

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