CROCCOLO CARLO (Napoli, 9.4.1927)

(attore)

Una delle spalle, tra quelle secondarie, predilette dal principe della risata, Carlo Croccolo ha anche all’attivo il doppiaggio, almeno dagli anni sessanta in poi, di Oliver Hardy/Ollio e, soprattutto in studio, dello stesso Totò. Il grande Antonio De Curtis, dal 1957 in poi, per un’infezione agli occhi non poté più “doppiarsi” e fu sostituito dal suo allievo, che ne costituì un po’ l’anima. Cinquant’anni di carriera tra cinema e teatro per uno degli attori non protagonisti più amati. Ebbe un successo clamoroso con la macchietta di Pinozzo, tonto settentrionale che riassume i luoghi comuni d’avanspettacolo, portata freneticamente al cinema negli esordi: tipici erano i personaggi babbei di La paura fa 90 e Bellezze in bicicletta; si tentò di lanciarlo anche come protagonista (Licenza premio, Libera uscita), senza successo per l’unidimensionalità dei personaggi, non certo per le qualità dell’attore, capace di misurarsi coi mostri sacri De Filippo in Porca miseria! (remake di Quei due). In questo periodo è esilarante accanto a Totò: fedele maggiordomo in 47 morto che parla, gagà napoletano in Miseria e nobiltà («Bellezza mia!») e soprattutto cameriere personale in Totò, lascia o raddoppia?, dove fa un numero fantastico nella parodia del quiz di Bongiorno. Eclissatosi negli anni ’60, torna all’improvviso a metà anni ’70, irrobustito nel fisico e appesantito nei tratti, con la grinta cattiva dei borghesi meschini e corrotti. Sono prove irresistibili quelle di Signore e signori buonanotte (è il questore maneggione) e Casotto, dove si mostra addirittura nudo. Ora che a teatro coglie un successo dietro l’altro (ricordiamo un suo Miseria e nobiltà, dove fa Don Gaetano), si mostra anche al cinema attore asciutto e salace, lirico anche nei personaggi più balzani (l’anziano sperduto a Roma ne Il cielo è sempre più blu), magistrale nell’esibire la volgarità dei nuovi ricchi, soprattutto bottegai, come in Camerieri (è un ristoratore) e Tre uomini e una gamba (è il suocero di Aldo, Giovanni e Giacomo). Ha diretto sotto pseudonimo un paio di western nel 1971.

FILMOGRAFIA

1949 47 morto che parla; I pompieri di Viggiù

1950 I cadetti di Guascogna; L’inafferrabile 12; Totò sceicco; Totòtarzan

1951 La paura fa 90; Porca miseria!; Stasera sciopero; Arrivano i nostri; Auguri e figli maschi; Bellezze in bicicletta; Libera uscita; Licenza premio; Vendetta sarda; Ha fatto 13!

1952 Ragazze da marito; Non è vero ma ci credo; Primo premio: Maria Rosa

1953 Siamo tutti milanesi; Gran varietà (ep. Cuttica); Di qua di là dal Piave (ep. Il povero soldato)

1954 Miseria e nobiltà; Rosso e nero; Assi alla ribalta

1955 I pinguini ci guardano

1956 Altair; Totò, lascia o raddoppia?

1960 Appuntamento a Ischia; Il mio amico Jekyll; Signori si nasce; Fontana di Trevi; Frà Manisco cerca guai

1962 Maciste contro Ercole nella valle dei guai; Gli eroi del doppio gioco; Pesci d’oro e bikini d’argento

1963 Ieri, oggi e domani (ep. Adelina); I quattro moschettieri

1964 I marziani hanno dodici mani; Panic Button…operazione fisco; La fabbrica dei sogni (ep. La morte in affitto)

1965 Io, io, io…e gli altri

1966 Caccia alla volpe; Come imparai ad amare le donne; Testadirapa

1976 Le seminariste; Signore e signori, buonanotte (ep. La bomba); Passi furtivi in una notte boia

1977 Casotto

1983 Mi manda Picone

1984 Massimamente folle

1989 O’ re

1990 L’avaro; In nome del popolo sovrano

1992 In camera mia

1995 Camerieri; Il cielo è sempre più blu; Uomini uomini uomini

1996 Giovani e belli; Consigli per gli acquisti

1997 Un inverno freddo freddo

1998 Tre uomini e una gamba

1999 Il guerriero Camillo

2000 Come quando fuori piove; Vola Sciusciù (TV); Una storia qualunque (TV)

2002 Il quaderno della spesa

 

 (Andrea Pergolari)

 

 

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