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CONTI Bruno Stagione Serie Pres. Reti
Nell’immaginario collettivo giallorosso tutti i gol di Pruzzo sono stati “rifiniti” da Bruno Conti e anche tutti quelli di Paolo Rossi ai mondiali di Spagna del 1982. Come tutti sono convinti che, ancora adesso, se fossero loro i tecnici, mezz’oretta gliela farebbero giocare. “Di Bruno ce n’è uno, è di Nettuno” si gridava allo stadio, forse per evitare confusione con il Bruno Giordano della Lazio. Bruno Conti è stata una delle ali più forti della storia del nostro calcio. “Il più brasiliano di tutti i brasiliani” lo definì Pelè dopo averlo visto in azione ed esserne rimasto incantato. Fu durante le partite della Coppa del Mondo in Spagna. Formidabile, occhi piccoli e furbetti, dribbling ubriacanti e assist con il contagiri. L’Argentina aveva in squadra Maradona, il Brasile Zico, ma noi avevamo “Marazico”! Un folletto con un piede sinistro di quelli che ci puoi far di tutto, anche scrivere o preparare il caffè. Forse è stato il giocatore più rappresentativo della Roma e, non a caso, qualche anno fa è stato nominato “Giallorosso del secolo”. Se pensiamo a lui in questo momento, lo immaginiamo dolorante a bordo campo, dopo il fallo da rigore subito durante la finale con la Germania Ovest. Bruno si tiene la gamba e scaccia i barellieri. Nessuna forza al mondo può impedirgli di prendere parte all’”impresa”. Grande cuore e attaccamento ai colori, non ci pensò due volte ad andare sul dischetto contro il Liverpool. Una bandiera, un’istituzione, un’icona... Cresciuto nel Nettuno, rifiutato dal Milan, quando aveva dieci anni, da Helenio Herrera poi, troppo gracile e bassino per i suoi gusti, finì all’Anzio in serie D, grazie all’interessamento e all’occhio lungo del suo allenatore Biti, poi in prova al Bologna, e finalmente nella capitale, scoperto definitivamente e valorizzato da Anastasi, Trebiciani e Bravi. Due volte a Genova, in rossoblù a farsi le ossa (la seconda volta come contropartita parziale per Pruzzo) e poi sempre Roma. Il resto è storia e mito, uno scudetto e una Coppa del mondo non si vincono con grande frequenza qui da noi. Sicuramente, sul finire della carriera, quando era ancora in formissima, nonostante i 36 anni, Ottavio Bianchi poteva dargli più spazio. Oggi è allenatore delle giovanili. Conta 47 presenze e 5 gol con la maglia azzurra. Sessantacinque presenze e sette gol in Coppa Italia; nove partite e una rete in Coppa dei Campioni per lui; undici presenze in Coppa delle Coppe; quindici partite e due gol in Coppa U.E.F.A.. (Alberto Pallotta e Angelo Olivieri) |
"MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi"