Mercoledì 21 Novembre 2007






di FRANCESCO ALO’

Quanto ci manca Mario Bava? Enormemente. L'ex direttore della fotografia ed effettista speciale che faceva i mostri con la trippa rappresenta l'approccio inventivo e spiritoso al cinema di genere che ha insegnato tutto a Hollywood. Corman, Scorsese, Landis, Burton, Dante e Tarantino lo considerano un maestro. Da noi, evidentemente, si è persa la memoria visto che ormai produciamo pochissimi horror e thriller, peraltro semplicemente orribili. Per ricordare il genio che riusciva "a fare l'insalata di pollo con la merda di pollo" (frase di John Landis), Gabriele Acerbo e Roberto Pisoni hanno curato "Kill Baby Kill. Il cinema di Mario Bava", raccolta di saggi esaustivi edito dalla dinamica Un mondo a parte di Roma. Oggi pomeriggio alle 17 i due curatori presenteranno la loro opera nella sala Kodak della Casa del cinema alla presenza di Lamberto Bava, considerato negli Stati Uniti quasi ai livelli del padre per il dittico Demoni e Demoni 2, Luca Guadagnino, regista di Melissa P. e ammiratore del regista sanremese e la dama della paura Daria Nicolodi, attrice protagonista per il Bava di Shock (1977), rivista con piacere come fantasma buono ne La terza madre di Dario Argento. Moderatore del dibattito Alberto Crespi. Tra i numerosi saggi affascinanti del libro di Acerbo e Pisoni spicca l'introduzione del regista Joe Dante. Dotta e spiritosa. Che l'autore di capolavori come Piranha e Gremlins omaggi un nostro cineasta con tale devozione è commovente. Ci piacerebbe che lo facesse anche qualcuno di casa nostra.