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AMADEI Amedeo Stagione Serie Pres. Reti
Semplicemente la più grande punta della
storia giallorossa, considerando Totti una mezzapunta. Dotato di scatto e
tiro secco e preciso, svariava, imprendibile, su tutto il fronte avanzato,
catalizzando mille palloni. “Se prendeva palla nella metà campo avversaria
era gol” raccontava Masetti a Ciotti. In questo modo trascinò la squadra
alla conquista del primo scudetto. Ben 18 reti in un anno (il goleador)!
“Bersagliere” esordiente a poco meno di sedici anni, neanche Gianni Rivera
farà di meglio, fece un provino a campo Testaccio di nascosto ai genitori e
fu preso subito. “Scappai da Frascati in bicicletta per provare alla Roma.
Per noi dei Castelli, Roma, allora, era ancora un sogno.”. Alla fine degli
anni ’40, con disperazione dei tifosi e grave danno per la squadra (prossima
alla retrocessione), finì all’Inter di Lorenzi e Nyers (che attacco,
ragazzi!), solo così poteva, secondo lui, avere maggiore visibilità. In
maglia nerazzurra rovesciò le sorti di un derby, vinto per “6-5”, contro il
trio Gren-Nordhal-Liedholm. Nazionale per 13 volte (ma con ben 7 gol
all’attivo, una bella media!), farà di una “Italia-Inghilterra” la sua rampa
di lancio politica: sarà eletto consigliere comunale in Campidoglio. Lui,
l’“ottavo re di Roma” (investitura conferitagli da Bruno Roghi de “Il calcio
illustrato”), consigliere! Questo è (il vero) Amadei:”Io sono di Frascati,
ma mi sento come se fossi nato a Testaccio – solo chi ha vissuto Testaccio
può capirmi.” Per l’occasione il giornale satirico Marc’Aurelio
commentò:”Proprio così, lo sport, signori miei, /disdegna i manifesti e le
concioni,/ e quando legge il nome d’Amadei/ giunge di colpo a esatte
conclusioni:/ dall’autor del pareggio con gl’inglesi/ saremo in Campidoglio
ben difesi!”. Di soprannomi ne aveva parecchi, per esempio il “fornaretto di
Frascati”, possedendo la sua famiglia un avviato forno a Frascati. Una
curiosità: per scaramanzia scendeva sempre in campo con la barba di due
giorni. Chiuse con successo la sua carriera a Napoli (giocatore e
allenatore). Amedeo Amadei: roba da standing ovation, che allora non c’era…
Peccato! Colui che firmò contratti con una clausola fondamentale, non
giocare contro la sua Roma, a sua detta “sarebbe stato come pugnalare mia
madre…”… Un episodio per concludere: una volta “partenopeo”, durante la
stagione che vide i giallorossi retrocedere in serie B, il Padova, in lotta
per la salvezza insieme a noi, incontrò i partenopei, a una giornata dalla
conclusione del campionato. I patavini, sicuri dell’amore del fornaretto per
la sua ex squadra, lo misero subito fuori causa con un fallaccio. Il Napoli
perse “2-0” e nello spogliatoio scoppiò in un pianto amaro e a dirotto. Fu
attore nel film “Undici uomini e un pallone” (quando era già all’Inter), per
la regia di Giorgio Simonelli. Ma, per restare in ambito cinematografico,
andate a gustarvi l’unico duetto cinematografico esistente in natura tra
Sordi e Totò, anche il Principe lo cita come ottavo re di Roma. Quattordici
partite e undici reti in Coppa Italia. (Alberto Pallotta e Angelo Olivieri) |
"MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi"