AMARILDO Tavares de Silveira
Campos (Brasile), 29.6.1939 
m. 1,67 – kg.68
Ala sinistra
Esordio: 27.9.70 – Roma – Fiorentina 0-1.

 

Stagione             Serie       Pres.      Reti

1970 - 71             A           21        7
1971 –72             A           12        3

Totale                                33      10

Amarildo si rivelò alla platea internazionale ai mondiali del 1962, in Chile, quando fu chiamato a sostituire l’infortunato Pelé (con il quale s’instaurò un vero e proprio rapporto di odio), e assaporò la vittoria del trofeo calcistico più prestigioso. Arrivò in Italia dal Botafogo nel 1964 per giocare nel Milan. Nel 1967 passò alla Fiorentina, squadra con la quale nel 1968/1969 vinse lo scudetto e nel 1970 approdò alla Roma, dove rimase fino al 1972, tra luci, ombre e anche giochi di prestigio, per poi tornare in Brasile e chiudere la carriera al Vasco da Gama. Fantasista sopraffino, è ricordato per le grandi giocate, i grandi gol, ma anche per le tante espulsioni (32 giornate di squalifica), la più famosa, in giallorosso, per un cazzotto nello stomaco a Tomasini del Cagliari (tre partite fuori). Tanta classe ma anche un caratteraccio. Fu lui il carnefice (quando era in casacca viola) di Cappelli (vedi scheda), destinato poi a chiudere la carriera. Noto agli esordi come “Garoto” (ragazzo), successivamente come “El poseido”, non mantenne le promesse delle sue splendide prestazioni iniziali con la maglia della seleçao, pur continuando tutt’oggi a essere ricordato per il suo indiscusso talento. Un Edmundo degli anni ’60. “Un intrattabile purosangue che si avventa contro l’automobilista che gli ha tagliato la strada” (Francesco Rossi – “Il Messaggero”). “El garoto, el ga roto i cojon!!!” sbottò Nereo Rocco, allenatore del Milan (triestino), in occasione di una sua ennesima cacciata dal campo. Sette partite e una rete in Coppa Italia per lui.

 

 (Alberto Pallotta e Angelo Olivieri)

 

 

"MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi"

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